Ristorange Angelina a Testaccio - La cena

La Cena


Antipasto Si distinguono in antipasti freddi e caldi, semplici (cioè costituiti da un solo ingrediente di base) e composti (cioè costituiti da più preparazioni assortite). L’antipasto è servito in piccole quantità poiché il suo compito è quello di stuzzicare l’appetito in attesa delle portate principali. Può trattarsi quindi di semplici stuzzichini, tartine ma anche di preparazioni più complesse. Etimologia / derivazione formato da anti-e da pasto; dal latino ante, prima, e pastum, pasto (familiare) stuzzichini (senso figurato) (di attività, evento) anticipazione.


Antipasto della casa s. m. [comp. di anti e pasto]. Insieme di vivande di vario genere servite all’inizio del pasto. In senso fig., anticipazione di ciò che avverrà in un secondo momento: questo è solo l’a., il bello deve ancora venire. 18€

Tortino di alici scarola fagiolini e pomodoro confit
Tortino s. m. [dim. di tórta]. Preparazione culinaria a forma di piccola torta, con varî ingredienti (prevalentemente verdure o formaggi), cotta in frittata, oppure in tortiera o come sformato. Alici, scarola e fagiolini. 10€

Tartare di tonno crema di ceci e cialda di semi
Tartare - Il nome deriva dalla leggenda secondo la quale il popolo nomade dei tartari, originario dell’Asia centrale, non avendo tempo per cucinare, poneva la carne essiccata sotto le selle dei
propri cavalli per trovarla ammorbidita al momento del pasto.[2] Ceci e cialda di mais. 12€

Tartare di Chianina stracciatella di bufala e melanzana affumicata
La tartare è una preparazione di carne tritata finemente al coltello,[1] cui si può aggiungere condimenti o salse, come cipolla, capperi, succo di limone, aceto balsamico. Stracciatella di bufala e melanzana. 13€

Mozzarella di bufala da 250gr con pomodoro confit, olive taggiasche, crostone di pane e gel all’aceto balsamico
Mozzarèlla s. f. [voce merid., dim. di mozza, tipo di formaggio]. – 1. Latticinio tipico della Campania (oggi prodotto industrialmente anche in altre regioni italiane), ottenuto, un tempo, con latte esclusivam. di bufala,
2. In senso fig., nell’uso pop. e region., persona debole, inetta, priva di carattere e di forza morale: quell’uomo è proprio una mozzarella. ◆ Dim. mozzarellina, mozzarella di piccola pezzatura. 12€

Picchiapò con crostini di pane
Picchiapò [ s. m.[una poesia di Trilussa, Picchiabbò er nano diplomatico]. – 1 è uno dei grandi piatti tipici della cucina popolare romana. Straordinario piatto di recupero, il lesso alla Picchiapò nasce proprio dall’esigenza di voler riutilizzare la carne utilizzata per preparare il brodo. 9€

Fiore di zucca con ricotta di bufala maionese di alici e lardo di colonnata
Fiore di z., il fiore delle zucchine, commestibile, che si frigge dopo averlo passato nella pastella e a volte riempito di pezzetti di formaggio, prosciutto, acciughe.
d. lardo di Colonnata La specialità più nota di l. italiano, che prende il nome dall’omonima località nel comune di Carrara; si tratta di l. stagionato, con aglio e aromi, per almeno 6 mesi in conche di marmo.). 9€

Filetto di baccalà con frutta secca e salsa di peperoni arrostiti
baccalà1 (pop. baccalaro) s. m. [dallo spagn. bacalao, che è dal fiamm. bakkeliauw, metatesi dell’oland. kabeljauw].
1. a. Nome comune del merluzzo adeguatamente preparato, seccato e salato nei paesi scandinavi e smerciato soprattutto in quelli mediterranei 2. fig. Persona magra e sparuta. Anche, persona stupida, goffa, malaccorta: è un b., un pezzo di b.; era rimasto lì a guardare, come un b.; ripartivano senza aver aperto bocca, da veri b. che erano (Verga). 12€


La nostra Pasta fatta in casa s. f. [lat. tardo pasta, dal gr. πάστη «farina mescolata con acqua e sale»]. – 1. a. Impasto di farina e acqua opportunamente rimestato sino a renderlo sodo e compatto A lungo rimasta un prodotto casalingo, iniziò a essere fabbricata industrialmente intorno al 1800, quando a Napoli entrarono in funzione i primi macchinari atti allo scopo e si perfezionarono i sistemi di essiccazione. La sua storia ha origini molto antiche. È difficile stabilire chi l’abbia inventata: già conosciuta dai Greci, fu dimenticata con la caduta dell’Impero Romano e riscoperta grazie agli Arabi e ai Cinesi. Può essere sia secca sia fresca, a seconda del contenuto d’acqua lasciato nell’impasto.

La nostra carbonara
carbonara s.m. e agg. [variante di carbonaio]. ll piatto sarebbe stato “inventato” dai carbonai (carbonari in romanesco), i quali lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione. Infatti per realizzare la carbonella era necessario sorvegliare la carbonaia per lungo tempo e quindi era importante avere con sé i viveri necessari. – 1. Variante ant. o region. di carbonaio. È inoltre forma in uso nel- la locuz. alla carbonara, con cui si indica in gastronomia un piatto, tipico della cucina romana, di pasta asciutta condita con guanciale rosolato, uova e pecorino (o parmigiano) grattugiato: spaghetti, rigatoni alla carbonara. Uova Guanciale Pecorino Romano stagionato Pepe nero Sarawak. 12€

La nostra Cacio e Pepe
càcio s. m. [lat. caseus] (raro il pl. caci). – 1. Formaggio: c. fresco, secco, pecorino, parmigiano, stracchino, ecc.; una forma di c.; alto quanto un soldo di c., molto piccolo, detto di solito di persona; essere pane e c. con uno, andare perfettamente d’accordo; essere, venire, cascare, capitare come il c. sui maccheroni, di cosa o persona che giunge a proposito. C. aromatico, tipo di formaggio. 12€

La nostra amatriciana L’antenata della amatriciana è la gricia (o griscia). L’invenzione della salsa di pomodoro, e quindi il termine post quem per l’introduzione del pomodoro nella gricia creando l’Amatriciana, risale alla fine del diciottesimo secolo: la prima testimonianza scritta dell’uso della salsa di pomodoro per condire la pasta si trova nel manuale di cucina L’Apicio Moderno, scritto nel 1790 dal cuoco romano Francesco Leonardi.
Il sugo è composto da: guanciale soffritto e sfumato con vino bianco secco, pomodoro, formaggio pecorino. 12€


Pasta baccalà e ceci
baccalà1 (pop. baccalaro) s. m. [dallo spagn. bacalao, che è dal fiamm. bakkeliauw, metatesi dell’oland. kabeljauw].
1. a. Nome comune del merluzzo ade- guatamente preparato, seccato e salato nei paesi scandinavi e smerciato soprattutto in quelli mediterranei. b. Pietanza a base di baccalà: b. in umido, b. fritto; filetti di b. indorati. 2. fig. Persona magra e sparuta. Anche, persona stupida, goffa, malaccorta: è un b., un pezzo di b.; era rimasto lì a guardare, come un b.; ripartivano senza aver aperto bocca, da veri b. che erano (Verga). e ceci 12€

Pappardelle al ragù di coda
pappardèlla s. f. [der. di pappare, di formazione non ben chiarita]. – 1. Per lo più al plur., pappardelle, tipo di lasagne cotte in acqua e condite con sughi di varia natura, per lo più di carne e di cacciagione: p. al sugo di lepre. 2. fig., scherz. Discorso o scritto farraginoso, affastellato, sconnesso, oppure ripetitivo e particolarmente insistente: racconta sempre la solita p., e mi ha proprio annoiato. códa s. f. [lat. volg. cōda, class. cauda . Vino bianco pomodoro cipolla. 12€

Gnocchi di Patate con cozze e salsa al prezzemolo
gnocco s. m. [dal veneto gnòco «protuberanza, gnocco», forse dal longobardo «nodo nel legno»] (pl. -chi). – 1. a. Al plur., gnocchi, piatto tradizionale della cucina veneta, piemontese e romana, costituito da un impasto di farina e patate (già lessate e schiacciate), tagliato a bocconcini di forma cilindrica o ovoidale, che si mangiano come primo piatto, lessati e conditi con sugo o con burro. 14€

Maccherone acqua e farina gamberi alghe e crema di Burrata
gàmbero
s.m. [lat. cammărus, lat. tardo cambărus, dal gr. κάμμαρος]. – 1. Nome comune di varie specie di crostacei decapodi macruri, che vivono sia in acqua dolce sia in mare. 2. Come termine di similitudini: essere, diventare rosso come un g., arrossire improvvisamente e violentemente (assumendo il colore del crostaceo dopo cotto); fare come i g., camminare all’indietro, retrocedere. 15€


I Secondi (secóndo) agg. e s. m. [lat. secŭndus, der. di sequi «seguire»; propr. «che segue, che non offre resistenza», detto dapprima della corrente e del vento, quindi, per contrapp. ad adversus, «favorevole, conforme»; con diverso sviluppo semantico (cfr. che segue = «che viene dopo»), l’uso come numeraleordinale,eilsign. fig.di «inferiore»]. –Per ellissi di piatto, la seconda portata di vivande, a pranzo o a cena: non mangio la minestra, prenderò solo il secondo; anche: un pranzo con tre secondi, con tre pietanze diverse presentate dopo il primo piatto.

Stinco di maiale con ricotta di bufala e insalatina di pesca
stinco s. m. [dal germ. *skinko (cfr. il ted. Schinken «prosciutto»)] (pl. -chi). – 1. Nell’uso com., la tibia e, per estens., la parte di gamba compresa fra il ginocchio e la caviglia: battere lo s. contro uno spigolo; dare, tirare un calcio nello s., o negli stinchi, a qualcuno. Nell’uso fam., in senso fig., rompere gli s. a qualcuno, infastidirlo, dargli noia; non essere uno s. di santo (con probabile allusione a sacre reliquie), di persona che per il suo modo di agire e per le sue qualità morali appare as- sai lontana dalla santità. 2. Nei quadrupe- di, la parte degli arti compresa tra il ginocchio e la nocca: corrisponde alle ossa del metacarpo e del metatarso rispettivamente nell’arto anteriore e posteriore. In cucina, stinco di bue o anche di maiale cotto intero: s. al forno, s. brasato. 18€

Piccione rapa rossa mandorle e sedano rapa
il piccione selvatico occidentale (Columba livia Gmelin 1789) è una specie di Columbide abbastanza diffusa; dalla sua forma domestica Columba livia domestica, che include i piccioni viaggiatori e numerose razze ornamentali e da carne, discendono i colombi semiselvatici diffusi sia in quasi tutto il mondo, soprattutto nelle piazze delle grandi città. La forma selvatica è strettamente affine al piccione selvatico orientale (Columba rupestris) e al piccione delle nevi (Columba leuconota), con le quali forma un gruppo di specie ad anello. rapa1 s. f. [lat. rapa, in origine neutro pl. di rapum, divenuto poi femm. sing.]. – 1. Pianta erbacea bienne (Brassica campestris ssp. rapa), originaria [...] , e inoltre per le infiorescenze giovani con i fiori in boc- cio, dette broccoli o cime di rapa (v. broccolo). - 25€

Polpo cicerchie e cicoria
pólpo s.m. [lat. tardo pŭlpus, che è il lat. class. pōlypus, con accostamento semantico a pulpa «polpa»]. – Nome comune dei molluschi cefalopodi ottopodi e in partic. di Octopus vulgaris, diffuso lungo le coste rocciose del Mediterraneo: ha corpo globoso con otto robusti tentacoli dotati ciascuno di due serie di ven- tose. cicérchia s. f. [lat. cicercŭla, dim. di cicer «cece»]. – Erba annua delle leguminose papiglionacee, del genere La- thyrus (v. latiro), di cui è soprattutto diffusa, in tutto il Mediterraneo, la specie Lathyrus cicera, scarsamente coltivata per granella o per foraggio. Cicoria Ripassata. - Erba (Cichorium intybus; fig.1) annua, bienne o perenne, delle Asteracee. L’azione di ripassare, il fatto di venire ripassato, una sola volta o rapidamente. Cicoria Olio Peperoncino. 18€

Tonno con scarola, pinoli arancia e finocchi
tónno s. m. [lat. thunnus, per il lat. classico thynnus, dal gr. ϑύννος].–1.Nome comune di varie specie di pesci della famiglia scombridi (un tempo ap- partenenti alla famiglia tonnidi), e in par- tic. delle due specie mediterranee Thunnus alalunga e Thunnus thynnus, il tonno comune. scaròla (o scariòla) s. f. [lat. tardo (dei glossarî) scarìola, der. di escarius «commestibile»]. – Uno dei nomi della lattuga selvatica (Lactuca serriola o L. sca- riola). 20€

Trancio del pescato del giorno con insalatina di verdure e gel di zenzero e lime
tràncio s. m. [alteraz. morfologica di trancia nel sign. 2]. – Lo stesso che trancia, nel sign. di «fetta, por- zione», usata nel linguaggio alberghiero e di ristoranti: un t. di cernia ai ferri, di pizza, di torta. 25€

Zuppa del pescato del giorno
zuppa s. f. [dal germ. *suppa «fetta di pane inzuppato»; nel sign. 4, è un deverbale di zuppare]. – 1. Nome generico di minestre in brodo preparate con ingredienti e in modi molto varî, ma servite per lo più con fette o pezzetti di pane tostati o fritti (messi a cuocere insieme o aggiunti all’ultimo momento) ; zuppa di pesce, che, nel- le varie regioni, ha diverse preparazioni, con nomi diversi come boiabessa, brodetto, buridda, cacciucco, ecc. 22€


La brace (ant. o region. brage, bràgia, bràcia) s. f. [dal germ. brasa].– 1.Fuoco senza fiamma prodotto dalle legna o dai carboni accesi: arrostire le castagne sulla b.; abbacchio, costolette, bistecche alla b., sulla griglia. In espressioni fig.: occhi ardenti come la b.; farsi di b. (o rosso come la b.), arrossire violentemente; soffiare nella b., attizzare odî, passioni e sim.;
cascare (o cadere) dalla padella nella b., andare di male in
peggio, passare da un guaio a un altro. ◆ Dim. bracina e bracino m., brace minuta; accr. bracióne, brace più grossa.

Costolette di abbacchio
costolétta s. f. [dim. di costola]. – Costola di animale macel- lato con la carne attaccata, da cuocere fritta o arrosto: costolette di agnello, di vitello e abbàcchio s. m. [prob. lat. ad bacŭlum «(agnello giovane legato) a un bastone»]. – Agnello giovane, lattante o slattato da poco, macellato per la vendita o già cucinato per la mensa: un chilo d’a.; una porzione d’a.; a. arrosto, a. alla cacciatora. È parola in uso soprattutto nell’I- talia centr.; come piatto, è caratteristico della cucina romana, ma noto e diffuso anche in altre regioni. 20€

La Chianina
la chianina è una razza bovina italiana un tempo utilizzata come forza motrice e ora allevata esclusivamente per la produzione di carne. Questa razza fornisce una carnemagra, solo in soggetti molto grandi si trova infiltrazione di grasso tra le masse muscolari (marezzatura) che ne accentuano il sapore. Dalla carne di questa razza si è soliti ottenere la bistecca alla fiorentina. Lasapidità di questo taglio di carne dipende inoltre dai tempi elevati di frollatura non inferiori a 15 giorni, necessari per migliorarne la tenerezza e aumentare la proteolisi del muscolo, il cui risultato finale è la formazione di polipeptidi e aminoacidiche conferiscono il caratteristi- co sapore di questo taglio.

FIORENTINA 1KG 75€
COSTATA 500 GR 37,50€
BISTECCA 300 GR 22,50€

La selezione Angelina
Le scottone selezionate hanno delle caratteristiche che le rendono uniche: La carne di questi bovini ha come caratteristica una forte marezzatura, 3/4+, che le conferisce, una volta cotta, un sapore ed un gusto ecce-zionale. Gustosa e tenera, l’importante marezzatura rende questa carne un prodotto favoloso.

FIORENTINA 1KG 65€
COSTATA 500 GR 32,50€
BISTECCA 300 GR 19,50€

Manzo di kobe italiano
Il manzo di Kobe (神戸ビーフ Kōbe Bīfu?) è il bovino la cui carne è una prelibatezza gastronomica giapponese. È un wagyu (bovino giapponese) di manto nero della razza di Tajima, allevato nella Prefettura di Hyogo, l’antica Provincia di Tajima, in Giappone. Questa razza fa parte della “razza nera giapponese” (黒毛和種 Kuroge washu ?), che comprende altre razze simili allevate a Tot-
tori, Shimane e Okayama. Il manzo di Kobe è rinomato per il sapore, la tenerezza e la struttura grassa e ben marezzata. Può essere preparato alla griglia, su piastra (Teppanyaki), come componente del Sukiyaki e in molti altri modi. In Giappone viene anche chiamato carne di Kobe (神戸肉? Kobe niku), Kobe gyu (神戸牛?) o mucca di Kobe (神戸牛?Kobe ushi). 300 gr 30,00 €


Contórno s. m. [der. di contornare]. – 1. a. Linea o complesso di linee che limitano e circoscrivono un’immagine, una figura: greche (Guerrazzi); un volto dai c. delicati. b. Linea perimetrale: un’isola a c. frastagliati. c. In matematica, c. (o frontiera) di una figura geometrica o, più in generale, di un insieme I di punti, è l’insieme dei punti P né interni né esterni a I. b. Luoghi circonvicini, dintorni, adiacenze: la gente dei c.; uomo di molta autorità, presso i suoi, e in tutto il c. (Manzoni); nel c. di casa mia (Leopardi). c. Verdure o legumi, variamente preparati, che si mangiano insieme con la carne o col pesce: lesso con c. di spinaci; agnello con piselli per contorno; prendo solo la sogliola, senza contorno.

Insalatina di primizie
Fòglie di Primizia s. f. [lat. fŏlia, plur. del neutro folium «foglia, foglio», divenuto nel lat. tardo femm. sing.]. – 1. a. Organo fondamentale delle piante cormofite, di forma varia, per lo più appiattita e più o meno espansa, e di colore verde- locuzioni varie: tremare comeunaf., per freddo o più spesso per paura; non si muove f., quando non c’è un alito di vento. Misticanza di foglie Novelle, vinaigrette con semi di Kia 8€

Cicoria Ripassata
cicoria
Erba (Cichorium intybus; fig. 1) annua, bienne o perenne, delle Asteracee. Ha radice a fittone, foglie basali a rosetta, dentate o frastagliate; più o meno pubescenti; il fusto, ramoso, e porta molti capolini di fiori azzurri. Per le foglie, che si mangiano sia crude sia cotte, e per le radici, che torrefatte danno un surrogato del caffè; 6€

Cicoria all’agro
cicoria
Erba (Cichorium intybus; fig. 1) annua, bienne o perenne, delle Asteracee. Ha radice a fittone, foglie basali a rosetta, dentate o frastagliate; più o meno pubescenti; il fusto, ramoso, e porta molti capolini di fiori azzurri. Per le foglie, che si mangiano sia crude sia cotte, e per le radici, che torrefatte danno un surrogato del caffè; 6€

Insalata di Cedro
s. f. [part. pass. femm. di insalare “salare”]. - 1. [Nome generico di varie erbe le cui foglie si mangiano crude e variamente condite]
≈ vegetali, conditi] del cedro la parte bianca quella che si trova tra la polpa e la buccia , la parola deriva dal latino “albus”, bianco. ≈ [mescolanza confusa di più cose] ≈ accozzaglia, (lett.) colluvie, congerie, guazzabuglio, macedonia, marmellata, minestrone, miscuglio. Cedri conditi con olio e sale e vicino un gel al Limone € 5

Patate cotte al forno a legna
s. f. [dallo spagn. patata, der. del quechua papa, nome originario della pianta (con il quale viene indicata in tutta l’America latina), modificatosi per incrocio con il nome della batata, dovuto alla somiglianza dei loro tuberi]. –◆ Dim. patatina, soprattutto per le patate giovani (patatine novelle, patatine arrosto) e, al plur., per le fettine di patate fritte. 6,50€

Verdure di stagione grigliate
grigliata 1agg.es.f.[part.pass. di grigliare].
– Cotto, arrostito sulla griglia, verdure, carne: braciole di maiale grigliate; come s. m., lo stesso che grigliata: un grigliato misto. 8€

Dalla pizzerìa s. f. [der. di pizza]. – Locale pubblico in cui si preparano, si cuociono, generalm. in forno a legna, e si servono ai clienti pizze e sim., e anche altri piatti di facile preparazione. Può essere anche unito a un servizio di ristorante (ristorante pizzeria).


La bruschétta s. f. [der. di brusco2], roman. – 1. Pane abbrustolito, condito con olio, sale, e strofinato con aglio. 2. tosc. Zuppa di cavolo nero bollito con l’aggiunta di pane abbrustolito strofinato con l’aglio.


Aglio e olio
àglio s. m. [lat. allium]. – 1. Nome delle varie piante erbacee del genere Allium, della famiglia delle liliacee (il genere comprende circa 350 specie, [...] orsino (Allium ursinum), da cui si ricava un olio etereo usato nella medicina popolare òlio (region. òglio) s.m. [lat. ŏleum, dal gr. ἔλαιον]. – Nome generico di numerose sostanze di origine vegetale, animale o minerale, liquide a temperatura. oliva (o uliva) s. f. [lat. olīva, nome dell’albero e del frutto, dal gr. ἐλαία]. 2,50€

Pomodoro e basilico
La bruschetta al pomodoro e basilico è una bruschetta estiva basata sui sapori freschi e genuini come il pomodoro mediterraneo e l’olio di oliva, il tutto avvolto dall’inebriante profumo del basilico. 3€

Salsiccia e rosmarino
salsìccia (pop. salcìccia) salsiccia f. [lat. tardo salsīcia, neutro pl. di salsicium, formatosi per incrocio di insicium, insicia «salsiccia, carne tritata» [...] 12 cm, da mangiarsi crudi o cotti a seconda che siano o no stagionati: salsiccia fresca, secca. rosmarino s. m. [lat. rosmarinus o ros marinus, propr. «rugiada di mare»]. – Arbusto sempreverde della famiglia labiate. 5,50€

Crema di pomodoro secco ricotta di bufala e pomodoro confit
I pomodori secchi sott’olio sono una coI pomodori secchi sott’olio sono una conserva popolare in Calabria e in Puglia. La preparazione dei pomodori secchi sott’olio consiste nell’essiccazione lenta, al sole o in forno, del pomodoro che perde la sua acqua e acquista piano piano un sapore deciso. I pomodori confit e ricotta Latticino ricavato dalla ricottura del siero del latte (bovino o ovino) che residua dalla preparazione del formaggio. Di origini antichissime, la r. veniva definita il formaggio dei poveri, perché sopperiva al fabbisogno nutrizionale delle classi meno abbienti, fornendo un alimento nutriente e di basso costo. 6€

Burrata alici e lardo di colonnata
burrata s. f. [der. di burro]. – Formaggio frescopugliese,piuttostograsso,originario di Andria (in prov. di Bari), oggi prodotto anche in altre zone: Alici e Il Lardo di Colonnata è un salume ad indicazione geografica protetta (IGP), tipico dell’omonimo paesino sulle Alpi Apuane, nel comune di Carrara. Viene prodotto con lardo di suino, stagionato in conche di marmo di Carrara. 6€

Cicoria e peperoncino fresco
Cicoria Ripassata. - cicoria Erba (Cichorium intybus; fig. 1) annua, bienne o perenne, delle Asteracee. Ha radice a fittone, foglie basali a rosetta, dentate o frastagliate; più o meno pubescenti; il fusto, ramoso, e porta molti capolini di fiori azzurri. Per le foglie, che si mangiano sia crude sia cotte, e per le radici, che torrefatte danno un surrogato del caffè; 5,50€


crostino s. m. [der. di crosta]. – 1. a. Fettina di pane, anche fritta o arrostita, per lo più spalmata di burro e di commestibili appetitosi e servita, in genere, come antipasto: crostini di tartufi, di fegatini di pollo, di caviale, di acciughe. b.

Crostino mozzarella e alici
mozzarella Latticino in pezzi di varia forma e massa, tipico della Campania, prodotto, un tempo, esclusivamente con latte di bufala; acciuga (forma dialettale, forse genovese, dal gr. ἀϕύη) o Alice (dal lat. halex o allex “salsa di pesce”; lat. scient. Engraulis encrasicholus L.; fr. anchois; sp. anchoa; ted. Sardelle; ingl. anchovy. 8€

Crostino mozzarella e crudo
mozzarella Latticino in pezzi di variaforma e massa, tipico della Campania,. prosciutto s. m. [der. di asciutto, con sostituzione di prefisso]. – 1. Coscia di maiale salata e fatta prosciugare in ambienti adatti per la conservazione (il nome si usa anche per la spalla del maiale che ha avuto lo stesso trattamento); si mangia crudo, dopo opportuna stagionatura, per lo più tagliato a fette più o meno sottili. 8€

Crostino mozzarella e funghi
mozzarella latticino in pezzi di varia forma e massa, tipico champignon ‹šãpin’õ′› s. m., fr. [dal fr. ant. champegnuel, e questo dal lat. pop. (fungus) campaniolus, propr.
«fungo di campagna», contrapp. ai funghi coltivati] (in ital. comunem. pronunciato
‹šampin’òn›). – Fungo prataiolo coltivato, reperibile tutto l’anno, che si consuma crudo in insalata o cotto trifolato, grigliato, fritto, ecc. 8€


Scamorza
scamòrza (non com. scamózza) s. f. [der. di scamozzare]. –
1. Latticinio,analogo alla mozzarella, di tipo crudo, a coagulo ad acidità naturale e amaturazione rapida, fabbricato spec. negli Abruzzi e nella Campania con lattemisto di vacca e di capra, o anche di sola vacca, in forme a orcio, e spessoaffumicato. 2. fig., region. Persona che ha o che denota scarse capacitànella professione, nei giochi e, più genericam., in qualche attività: quel Critico è una s.; al biliardo sei una scamorza; anche, persona fisicamente debole.

Scamorza affumicata con alici
scamòrza (non com. scamózza) s. f. [der. di scamozzare] e alici - 10€

Scamorza affumicata con prosciutto crudo
scamòrza (non com. scamózza) s. f. [der. di scamozzare] e prosciutto crudo stagionato - 10€


La pizza s. f. [voce già presente nel lat. mediev., forse der. da un ant. alto- ted. bizzo, pizzo «boccone, pezzo di pane, focaccia», diffusa in epoca recente attraverso il napoletano]. – 1. Preparazione culinaria, a base di farina di grano (o anche di granturco, castagne, ecc.), impastata con acqua o latte, lievito, uova, e olio o sugna o burro, con l’aggiunta di ingredienti varî e cotta in forno, generalm. in forme rotonde e basse: Lievito o pasta acida naturale, chiamata anche pasta madre, è un impasto di farina e acqua sottoposto a una contaminazione spontanea da parte dei microrganismi presenti nelle materie prime, provenienti dall’aria, dall’ambiente, dall’operatore, il cui sviluppo crea all’interno della massa una microflora selvaggia autoctona in cui predomina la coltura dei batteri lattici. Tali microrganismi, in competizione nutrizionale tra loro in una realtà artigianale, in presenza di sostanze nutritive, di acqua, calore, ecc., crescono, si moltiplicano, avviano gli specifici processi metabolici della specie cui appartengono e muoiono.


la margherita
‘Inventata’ a Napoli nella prima metà dell’Ottocento, la pizza è diventata nel corso del tempo una pietanza universale, adottata in tutti i paesi e da popoli con tradizioni culinarie tra loro diversissime. Una delle ragioni di questo successo planetario è la sua versatilità: la ricetta di base, semplicissima, si presta infatti a un’infinità di variazioni, adattandosi ai gusti più diversi e alle esigenze di tutti i palati, dai più semplici ai più raffinati
La pizza è come un tema: il titolo è uguale per tutti, ma lo svolgimento cambia da persona a persona, anzi da cuoco a cuoco. La ricetta base infatti è sempre la stessa: farina, lievito di pane, sale, olio e acqua. Il primo pizzaiolo a diventare celebre fu Domenico Testa, che a Napoli preparò la pizza per la regina del Regno delle Due Sicilie nella prima metà del 19° secolo. La notizia con tutta probabilità si sparse, perché quando nell’estate del 1889 il re d’Italia Umberto I e la regina Margherita arrivarono a Napoli per le vacanze vollero provarla anche loro. E così, il 9 giugno, a corte furono chiamati don Raffaele Esposito e sua moglie Rosa Brandi, titolari della pizzeria Pietro il Pizzaiolo, alla salita Sant’Anna di Palazzo.
Pomodoro mozzarella basilico. 8€

la marinara
La pizza marinara è una tipica piz- za napoletana condita con pomodoro, aglio, origano ed olio. Questa, insieme alla pizza Margherita, è tra le più popo- lari pizze napoletane. Il nome deriva dal fatto che gli ingredienti, facilmente conservabili, potevano essere portati dai marinai per preparare pizze nel corso dei loro lunghi viaggi. Francesco De Bouchard nel 1866 riporta[1] la descrizione dei principali tipi di pizza, ossia quelli che oggi prendono nome di pizza marinara, pizza Margherita e calzone:
« Le pizze più ordinarie, dette coll’aglio e l’oglio, han per condimento l’olio, e sopra vi si sparge, oltre il sale, l’origano e spicchi d’aglio trinciati minutamente. 8€

la napoli
La pizza Napoli viene realizzata stendendo la pasta per la pizza, aggiungendo il pomodoro, i capperi ed i filetti di acciughe cuocendo infine la pizza in forno 8€

La funghi
Funghi (lat. sc. Eumycetes; fr. champignons; sp. hongos; ted. Pilze; ingl. mushrooms). mozzarèlla di bufala s. f. [voce merid., dim. di mozza, tipo di formaggio]. – 1. Latticinio tipico della Campania (oggi prodotto industrialmente anche in altre regioni [...] 10€

La salame piccante
Pizza ripiena per metà di salame m. [der. di sale]. – 1. a. Insaccato fatto con carne magra di suino, tagliata a pezzi con il coltello o tritata, salata e condita con pepe [...] , mozzarella ruchétta (region. rughétta) s. f. [dim. di ruca]. 10€

La salsiccia e cicorietta ripassata
salsìccia (pop. salcìccia) salsiccia f. [lat. tardo salsīcia, neutro pl. di salsicium, formatosi per incrocio di insicium, insicia «salsiccia, carne tritata» Rosmarino. cicoria Erba (Cichorium intybus; fig. 1) annua, bienne o perenne, delle Asteracee. Ha radice a fittone, foglie basali a roset- ta, dentate o frastagliate; più o meno pu- bescenti; il fusto, ramoso, è alto fino a 1 m, e porta molti capolini di fiori azzurri, che durano poche ore. Cresce nei campi e luoghi erbosi dell’Europa, Asia temperata e Africa boreale 10€

La regina
pomodòro (pop. pomidòro) s. m. [da pomo d’oro] (pl. pomodòri o pomidòro, pop. pomidòri). – 1. a. Pianta erba- cea delle solanacee (Lycopersicon esculentum o Solanum lycopersicum), originaria dell’America, oggi diffusamente coltivata in tutte le regioni a clima temperato, anche in Italia. mozzarèlla di bufala s. f. [voce merid., dim. di mozza, tipo di for- maggio]. – 1. Latticinio tipico della Campania. BASILICO 12€

La testaccio
Funghi porcini o eumiceti (lat. sc. Eumycetes; fr. champignons; sp. hongos; ted. Pilze; ingl. mushrooms). - Il nome “fungo” nel concetto popolare indica una determinata produzione vegetale commestibile o velenosa crescente in libera natura.. . mozzarèlla di bufala s. f. [voce merid., dim. di mozza, tipo di formaggio]. – 1. Latticinio tipico della Campania (oggi prodotto industrialmente anche in altre ruchétta (region. rughétta) s. f. [dim. di ruca]. – Erba annua della famiglia crocifere (Eruca sativa), spontanea nei campi e negli incolti della regione parmigiano agg. e s. m. – 1. agg. e s. m. (f. -a) Della città di Parma, 2. agg. Formaggio p. (o assol. parmigiano s. m.), tipo di formaggio grana molto pregiato, propriam. denominato parmigiano reggiano. 12€

La fiori di zucca ed alici
Il fiore di zucca o fiore di zucchino (chiamato anche fiorillo), dal colore giallo-arancione, è molto utilizzato in campo culinario; per questo vengono utilizzati prevalentemente i fiori maschili quelli che hanno il gambo, chiamato peduncolo, sottile e che sono destinati, dopo l’impollinazione a seccare. Acciuga (forma dialettale, forse genovese, dal gr. ϕύη) o Alice (dal lat. halex o allex “salsa di pe- sce”; lat. scient. Engraulisencrasicholus L.; fr. anchois; sp. anchoa; ted. Sardelle; ingl. anchovy - 12€

La pizza dell’orto
Orto¹ /’Orto/ s. m. [dal lat. hortus]. - 1. [piccolo o medio appezzamento di ter- reno, per lo più adiacente a una casa, nel quale si coltivano ortaggi e piante da frutto: coltivare, zappare l’o.; pianta da o.]
≈ (lett.) verziere. • ortaglia. • Espressioni: fig., coltivare il proprio orto (o orticello) [pensare agli affari propri] ≈ (fam.) farsi gli affari (o i cavoli o i fatti o, volg., i cazzi) propri. 2. (lett.) [terreno coltivato a piante ornamentali e fiorifere: Pietosa insania, chefa cari gli o. De’ suburbani avelli alle britanne Vergini (U. Foscolo)] ≈ giardino, (lett.) verziere, [pubblico] parco, [pubblico] (region.) villa. • Espressioni: orto botanico [giardino, o campo sperimentale, che racchiude una collezione di piante vive, indigene ed esotiche, destinate a ricerche botaniche]
≈ giardino botanico. 12€

La capricciosa
capriccióso agg. [der. di capriccio]. – 1. Che fa molti capricci; di umore incostante, mutevole, volubile: oggi i bambini sono spesso c. e viziati; un ragazzo c.; delle donne si dice spesso che sono c.; uno spirito, un carattere c.; per estens., riferito a cosa o a situazione, instabile, imprevedibile: la moda è c.; un tempo capriccioso. 2. Estroso, originale: un artista dotato di una c. ispirazione; anche, che ha forma o composizione bizzarra, insolita, stravagante: un abitino c.; insalata c., composta di verdure varie, formaggio molle, maionese e altri ingredienti; pizza c., condita con erbe aromatiche, prosciutto, uova, sottaceti, ecc 12€

La focaccia olio e rosmarino
focàccia s. f. [lat. tardo focacia, agg. f., der. di focus «focolare»] (pl.ce). – 1.Pane di forma bassa e schiacciata, condito con olio o altri ingredienti, cotto nel forno (in questo senso è meno com., spec. in Toscana, di schiacciata); nell’Italia settentr., nome di dolci tradizionali, di pasta lievitata e condita, diversi da regione a regio- ne; altrove, come nell’Italia merid., indica pietanze casalinghe fatte di strati di pasta con varî ingredienti e cotte nel forno. Rendere pan per focaccia, frase prov., rendere la pariglia, ricambiare un torto o sim., talora rincarando la dose. 2. Nell’industria tessile, tipo di confezione di filato senza supporto e con stratificazione dall’esterno verso l’interno. ◆ Dim. focaccina, focaccétta. Olio e rosmarino. 4€

I Dolci di credenza - credènza2 s. f. [dalla voce prec., attrav. la locuz. ant. fare la credenza, riferita all’assaggio dei cibi]. – 1. Mobile da cucina o da sala da pranzo, usato (già dal sec. 16°) per contenere stoviglie, e spesso anche vivande. Complesso di vivande presentate agli ospiti in occasione di feste e ricevimenti, nell’espressione servizio di credenza

Tiramisù di Angelina
tiramisù (o tìrami su) s. m. – Nome di un dessert di origine prob. veneta, preparato a freddo alternando in una forma rettan- golare strati di savoiardi o di fettine di pan di Spagna, inzuppati di caffè ristretto fatto raffreddare (a cui si aggiunge di solito un po’ di rum o di cognac) e spolverati di cacao amaro in polvere, a strati di crema za- baione mescolata con mascarpone sbat- tuto. Si consuma dopo averlo mantenuto alcune ore in frigorifero €8

Cheese Cake
torta con una base di pan di spagna, pasta frolla o biscotti inzuppati su cui pog- gia un alto strato di formaggio fresco zuccherato
Etimologia: ← voce ingl.; comp. di cheese ‘formaggio’ e cake ‘torta’. €8

Crumble Cake
Le origini di questa torta sono un po’ incerte: si è diffusa nei paesi anglosassoni, in particolare nella costa est degli Stati Uniti, ma si dice sia stata esportata nella Grande Mela da pasticceri tedeschi nel Diciannovesimo secolo.
Questo dolce è formato da una morbida base, preparata con un impasto a base di farina, uova, zucchero, lievito ed estratto di vaniglia, che viene ricoperta da uno strato di “crumbs”: tante grosse briciole croccanti aromatizzate con la scorza grattugiata di lime e due grossi pizzichi di sale. 8€

Tartellete con mousse di ricotta e marmellata di visciole
La tartelletta è un utensile od accessorio da cucina, di forma cilindrica, tronco-conica o a barchetta, di pochi centimetri di altezza.
Tale attrezzo è idoneo per creare, con pasta frolla o sfoglia, dei contenitori, anche questi chiamati tartellette, da riempire s. f. [dal franco *wīhsila (cfr. ted. Weichsel)]. Visciole – Il frutto del visciolo, qualità di ciliegia, di colore rosso scuro, con succo rosso sanguigno e sapore nettamente acido: marmellata, confettura di visciole; crostata di visciole; ◆ Dim. visciolétta, visciolina; accr. visciolóna. €8

Mousse al Cioccolato con Marmellata di Lamponi su un Disco di Bisquit
mousse ‹mus› s. f., fr. [propr. «schiuma» (pertraslato da mousse «musco»)]. – 1.Nome (reso talora in ital. con schiuma) di varie preparazioni gastronomiche, servite per lo più come antipasti o dessert, prevalentemente fredde, che sono costituite da un ingrediente di base finemente pestato al mortaio e passato (per es., fegato, prosciutto, oppure, per i dolci, frut- ta o cioccolato), variamente insaporito, unito a chiare d’uovo a neve e a panna fresca, qual- che volta besciamella o, per i dolci, a panna montata (come per la m. al cioccolato).€ 8

Crostata
s. f. [der. di crosta]. – 1. Dolce cotto in forno, formato da una sfoglia di pasta frolla con sopra uno strato di marmellata o di crema, sul quale si stendono, incrociandole, delle striscioline di pasta. 2. ant. Pietanza di carne o di pesce, cotta in forno a forma di torta: avea fatta una fine
c. d’anguille, e aveala messa nella madia (Novellino). ◆ Dim. crostatèlla, crostatina. 6€

Tartufo di Pizzo Calabro

Il Tartufo di Pizzo è un prodotto tipico della pasticceria calabrese nato a Pizzo. Si tratta di un gelato alla nocciola che viene modellato, rigorosamente nel palmo della mano, a forma di semisfera con un cuore di cioccolato fondente fuso e ricoperto da un spolverata di cacao amaro in polvere e zucchero. È stato inventato negli anni ‘50 dello scorso secolo quasi certamente ispirandosi all’omonimo cioccolatino della tradizione torinese commercializzato dalla Talmone, prodotto con gli stessi ingredienti e all’epoca popolarissimo. €8

Frutta di Stagione
s. f. [lat. mediev. fructa, plur. collettivo di fructum, sostituitosi al lat. class. fructus -super incrocio con pomum «frutto»] (pl. -a, non com., e più raro -e). – Nome collettivo dei frutti commestibili, soprattutto quelli prodotti da piante arboree, dette appunto alberi da frutta o da frutto (mele, pere, ciliegie, ecc.) “Essere alla frutta” vuol dire “essere senza forze , Se un premier dice queste cose, significa che siamo alla frutta! ( le cose non possono andare peggio di così ) €5

Il Giardino Di Frutta 20€

Ristorante Angelina a Testaccio - Roma

Ristorante Angelina a Testaccio - Roma

C'è tanta grazia in questo luogo magico che esercita il suo fascino su chiunque vi soggiorni. Sul retro si dispiega un enorme verde sul Monte dei Cocci Un vero gioiello storico situato nel cuore di Testaccio.
Per prenotazioni: +390657283840

 

Ristorante Angelina a Trevi - Roma

Ristorante Angelina a Trevi - Roma
Ci trovate a Roma, in via Poli 27, una romantica trattoria-caffè a due passi dalla Fontana di Trevi.
Per prenotazioni: +39066797274
 

Ristorante Angelina al Porto Fluviale

Ristorante Angelina al Porto Fluviale
Angelina vi aspetta al nuovo Ristorante di Porto Fluviale. Dalle 7.30 del mattino fino a tarda sera colazioni, pranzo, cena e cocktail bar.
Per prenotazioni: 0689715031